Le cifre del piano speciale
L'ampliamento del Canal de la Fontana di Xàbia sarebbe un affare redditizio per la sua concessionaria. Secondo l'analisi del piano speciale pubblicata da La Marina Plaza, lo studio economico che Marina Nou Fontana ha affidato a due società di consulenza calcola utili di esercizio, al lordo delle imposte, di 19.979.958 euro. È il risultato della sottrazione dai ricavi previsti di 26,6 milioni degli investimenti di 6,6 milioni a cui l'azienda si impegna a realizzare.
Il progetto, che Marina Nou Fontana ha presentato in un documento datato giugno, prevede di guadagnare specchio d'acqua per creare circa 60 nuovi ormeggi, urbanizzare l'area circostante e costruire nuove vie con più di 200 posti auto. Per questo ha bisogno di un'area municipale di circa 17.600 metri quadrati, che il Comune dovrebbe cedere alla Generalitat affinché questa la mettesse a disposizione dell'azienda. L'ambito totale del piano supera i 33.800 metri quadrati.
La condizione: 15 anni più di concessione
Il piano nasconde una richiesta di cui finora si era parlato ben poco. La concessione attuale, firmata nel novembre 2014 per trent'anni, scade nel 2044. Marina Nou Fontana chiede di prolungarla altri 15 anni, in modo da continuare a gestire il canale almeno fino al 2059.
Per l'azienda è una condizione indispensabile. Il documento sostiene che la proroga non è un atto indipendente, ma una conseguenza dell'investimento che realizzerebbe il concessionario, e la giustifica nella legislazione portuale valenciana per il miglioramento delle installazioni e la creazione di infrastrutture che ritorneranno al dominio pubblico.
Cosa offre in cambio
In cambio dell'ampliamento, la concessionaria si offre di completare l'urbanizzazione della Via Augusta e di costruire un edificio che cederebbe al Comune per usi di interesse generale, del quale si è detto che sarebbe destinato a emergenze. Doterebbe inoltre l'area, oggi non urbanizzata, di illuminazione pubblica e fognature.
Secondo il dettaglio che riporta La Marina Plaza, tuttavia, dei 6,6 milioni di investimento, 3,6 corrispondono a opere marittime che migliorano il canale stesso, e circa 2,5 alle opere esterne a beneficio del comune. Lo stesso media segnala che l'edificio per il Comune si troverebbe in zona alluvionabile, questione che il piano non chiarisce.
L'azienda sostiene che la proposta risponde alla crescente domanda nautica e turistica e che mira a «consolidare la posizione di Xàbia come polo nautico e turistico di riferimento». Sostiene inoltre che l'ampliamento migliorerebbe la sicurezza della navigazione all'interno del canale.
Un governo locale diviso
Il progetto divide l'amministrazione municipale. Il PP difende lo studio della proposta prima di decidere. Il suo assessore all'Urbanistica, Pere Sapena, ha evidenziato nell'ultimo consiglio che l'investimento avrebbe ripercussioni su Xàbia, e i popolari ricordano che la riorganizzazione della marina ha già comportato l'eliminazione di 57 ormeggi secondo le esigenze della normativa sulla navigazione, il che a loro giudizio deve essere considerato nel valutare i 60 nuovi. La sindaca, Rosa Cardona, nega che esista una decisione già presa.
Suo partner di governo, Ciudadanos por Jávea (CpJ), rifiuta invece di cedere terreno pubblico per l'ampliamento e accusa il PP di prendere decisioni unilaterali a nome dell'esecutivo. Si oppongono anche Compromís e il PSOE, che avvertono della congestione nautica nella baia.
Il paradosso è arrivato nel consiglio di settembre. Il PSOE ha presentato una mozione affinché il Comune rigettasse l'ampliamento, ma CpJ ha votato contro l'urgenza e Compromís si è astenuto, nonostante entrambi si opponessero al progetto. Con la parità, il voto decisivo della sindaca ha mantenuto vivo lo studio della proposta.
In fase iniziale
Il piano speciale è nei suoi primi passi di procedura. Per andare avanti ha bisogno che il Comune accetti di cedere l'area municipale e che la Generalitat, da cui dipende la concessione, approvi sia l'ampliamento sia la proroga del termine.