Undici mesi per quattro condannati
L'Audiencia Provinciale di Alicante ha condannato l'ex deputato provinciale del PP e ex assessore di Calp Juan Roselló e il cognato Francisco Artacho per il caso Acque di Calpe, secondo la sentenza pubblicata dal quotidiano Información e ripresa da La Marina Plaza. Il processo giudiziario si è protratto per due decadi.
La sentenza impone ai due, e a due dirigenti di Acque di Calp e di Acque di Valencia, Francisco Zorrilla e Alberto Mut, una pena di undici mesi di carcere ciascuno per un reato di prevaricazione in concorso con un altro di frode ai danni dell'Amministrazione.
Il tribunale conclude che l'affidamento dei lavori all'azienda collegata ad Artacho «era deciso in anticipo» e impediva ad altre aziende e autonomi di optare per i lavori. Ritiene provato anche che i due dirigenti condannati erano pienamente consapevoli sia dei prezzi gonfiati che della mancanza di capacità dell'azienda di Artacho di eseguire i lavori.
Una pena molto inferiore a quella richiesta
Le condanne sono molto inferiori a quelle rivendicate dall'accusa. Nel 2021, la Procura Anticorruzione chiedeva nove anni di carcere per Roselló e Artacho per frode continuata e prevaricazione, e sette anni e tre mesi per Zorrilla e Mut. Nel processo, celebrato alla fine del 2025, ha ridotto la sua richiesta per Roselló e il cognato a pene che ammontavano a sei anni e tre mesi.
L'Audiencia ha applicato ai condannati l'attenuante molto qualificata dei ritardi processuali ingiustificati, per i quasi vent'anni che il processo ha impiegato. Secondo La Marina Plaza, gli stessi imputati furono in parte responsabili di questi ritardi.
I lavori della rete idrica
Il caso verte sui lavori di rinnovamento della rete di acqua potabile di Calp della metà degli anni 2000. Secondo l'accusa, l'Ajuntament, con Roselló come massimo responsabile della politica idrica municipale, incaricò i lavori all'azienda mista Acque di Calpe, che a sua volta li subappaltò a Opere Idrauliche di Levante, una società controllata da Artacho. La Procura Anticorruzione sostiene che, mediante un artificio di prezzi gonfiati e subappalti, più di un milione di euro rimase bloccato.
Nel processo, tre degli imputati si dichiararono colpevoli dopo aver ammesso di aver agito come prestanomi di Artacho, e raggiunsero un accordo con l'accusa.
Pendente il caso dei rifiuti
Non è l'unica causa aperta contro gli antichi responsabili municipali di Calp. A marzo, la Corte Suprema ha ordinato all'Audiencia di Alicante di ripetere la sentenza sulla trama dei rifiuti di Calp, un fascicolo del caso Brugal, tenendo conto di un'intercettazione telefonica all'imprenditore coinvolto che l'Audiencia aveva annullato come prova.
In quel verdetto, del 2022, l'Audiencia aveva condannato l'ex sindaco Javier Morató e gli ex assessori Fernando Penella e Juan Roselló a due anni e mezzo di carcere per concussione, prevaricazione e frode ai danni dell'Amministrazione, e Artacho a due anni di carcere. Secondo quella sentenza, l'imprenditore pagò 100 milioni di pesetas (601.012 euro) in cambio della concessione del servizio di trattamento dei rifiuti nel 1998.